Era marzo del 2023 quando Meta decise di privare gli utenti della musica italiana tutelata dalla SIAE. Si è compiuto un passo importante: l'antitrust ha imposto un accordo, ed è stata trovata una che ha garantito una tregua fino a ottobre 2023. Nel frattempo, questo accordo temporaneo è stato rinnovato sino a Gennaio 2024: "Abbiamo concordato una nuova estensione dell’accordo di licenza con la SIAE", ha dichiarato un portavoce di Meta. "Utenti e creator continueranno ad accedere al catalogo SIAE mentre portiamo avanti le negoziazioni per un accordo a lungo termine".
A SIAE non andava giù di rinnovare il vecchio accordo, nel frattempo si è aggiunto il metaverso. Oltre ad un bel scontro di dati, Meta non condivide dati precisi o insights dettagliati rendeva più difficile raggiungere un accordo.
Tuttavia, all'epoca dei fatti, Meta ha incontrato non poche difficoltà nel rimuovere solo le musiche tutelate da SIAE e le ha eliminate tutte. Infatti continuava ed essere attivo l'accordo con Soundreef, la società fondata nel 2011 a Londra da due italiani con l'obiettivo di creare "un'alternativa semplice, veloce e trasparente per la gestione dei diritti d'autore", ma nonostante tutto vennero cancellati anche questi brani.
Il punto cruciale è: chi protegge chi?
In Italia, non esiste un registro centralizzato delle canzoni, un database condiviso, costantemente aggiornato e accessibile al pubblico, che comprenda tutte le opere musicali soggette alla tutela delle singole società di gestione dei diritti d'autore. Un database che deve essere continuamente aggiornato, perché secondo il decreto legislativo, un autore o un artista potrebbe cambiare l'ente di raccolta da un momento all'altro. Se per errore vengono utilizzate canzoni, scatta un controllo legale.
E non è semplice: con la nuova legge n. 93 del 2023, nota come "legge anti-pezzotto", nel caso di utilizzo sul web per siti web, radio in simulcast, webtv, webradio, musica di sottofondo, in 30 minuti può scattare il totale blocco del sito della rete. Questo rappresenta un danno economico, oltre che d'immagine, per le radio che solitamente trasmettono pubblicità.
Non a caso, dall'aprile 2023, grazie anche all'Agcom, Itsright, un'altra società che gestisce i diritti connessi, sta bussando alla porta delle web-radio e delle webtv che trasmettono musica, con i primi blocchi già avviati in quel mese: "Su istanza di ITSRIGHT, AGCOM ha avviato alcuni procedimenti istruttori nei confronti delle prime webradio per violazione delle norme sul diritto d’autore. Le emittenti coinvolte nel provvedimento hanno infatti utilizzato il repertorio musicale degli artisti e dei produttori rappresentati da ITSRIGHT, senza regolarne l’uso con ITSRIGHT e senza corrispondere i diritti connessi loro dovuti. L'intervento di AGCOM riconferma la legittimità dell'operato di ITSRIGHT che, da tempo, ha avviato un percorso di negoziazioni con i principali utilizzatori di musica per il rilascio delle licenze necessarie a diffondere musica nel rispetto della legalità. Più volte ITSRIGHT ha contattato le web radio oggetto dei procedimenti invitandole a regolarizzare la propria posizione, accertato il massiccio utilizzo illegale di registrazioni discografiche appartenenti al catalogo dei propri artisti e produttori. Ogni tentativo di dialogo è stato respinto. Tempestivo è stato il sostegno di AGCOM che, tra le proprie attività, ha il potere di intervenire a tutela dei diritti d’autore e dei diritti connessi attraverso procedure di enforcement. Il provvedimento ha spinto alcune di queste webradio a contattare ITSRIGHT per sottoscrivere la licenza per l’utilizzo legale di musica. Per le altre resta aperto il procedimento."
Il nodo è quindi intricato: in Italia, per essere in regola, occorre pagare gli autori: SIAE, Soundreef, LEA e i soggetti diversi dagli autori ma che sono comunque relazionati con esso, in sintesi i diritti connessi: SCF, Itsright e Nuovo IMAIE. Tutto per effetto del decreto legislativo n° 35 del 2017 per i diritti agli autori e n°27/2012 per i diritti connessi.
È innegabile che il sistema attuale dei diritti d'autore non sia efficace e richieda una riscrittura completa per adeguarsi ai tempi attuali. Un punto di partenza fondamentale è la determinazione dei compensi, la quale non può più essere lasciata in modo unilaterale a chi li riceve.