Il rialzo dei contagi? La colpa ai giovani, ma è di tutti

Pubblicato il

Oggi ho deciso di inaugurare un nuovo spazio: un 'blog'.

Ieri pomeriggio, dopo un lungo incontro in videoconferenza tra regioni e governo, è stato deciso di bloccare tutte le attività di ballo e l’obbligo della mascherina all’aperto dalle 18 alle 6.

Si sa, l’obiettivo principale siamo noi ragazzi di oggi maggior parte presente nelle discoteche. E poi diciamolo, nelle foto scattate sono presenti anche giovani over 40.

Ma è giusta questa «colpevolizzazione eccessiva»? No, e vi dico perchè: perchè l’app Immuni non è stata scaricata?

Ai dati aggiornati al 7 Agosto, l’applicazione è stata scaricata su 4,6 milioni di dispositivi in una nazione avente 60,36 milioni di abitanti (dato aggiornato nel 2019).

Finora ha bloccato solo 2 focolai, in Italia ci sono oltre mille. Pensate se tutti i cittadini avessero l’app di Contact tracing sul proprio telefono, si saprebbe subito se ci fosse qualcuno positivo e così quarantena obbligatoria.

Io Immuni l’ho scaricata sin dal primo giorno e controllo che sia abilitata ogni volta che esco, fortunatamente sino ad oggi non mi ha segnalato il contatto con persone positive e sto bene.

Questione privacy

Si, Immuni è stata più volte ‘condannata’ per la privacy. Sono un ragazzo che passa giornate intere davanti ai codici e ho studiato quello di Immuni presente su Github (AndroidiOS), vi posso assicurare che non viola la privacy di nessuno. La cosa in evidenzia, per chi non conosce il codice, è la richiesta di nessun dato personale. In più, è basata sulle API nate da una collaborazione tra Google ed Apple.

Il secondo motivo per non dare la colpa sono le vacanze che non andavano fatte all’estero. L’altra sera, dopo il servizio del Tg1 con una ragazza Italiana in Croazia che copia il video virale «Non c’è ne coviddi», c’è stato un altro che non ho “sopportato”, l’intervista ad un passeggero di ritorno da un paese estero (e non era un ragazzo): “Lì la protezione alla popolazione è massima, è tutto chiuso”.